Navigare dentro

Alcuni pazienti danno la sensazione di portarmi all’interno di un’apertura della loro pelle.

Non è una ferita, uno squarcio o un “semplice” buco.

Non è una voragine.

Alcune persone che sono innanzi a me durante le nostre terapie, sollevano completamente i lembi della pelle, li aprono e mi portano con loro tra le fibre e le terminazioni nervose.

Vedo ghiandole, follicoli e vasi sanguigni.

Alcune persone che si siedono dall’altro lato della scrivania separano i lembi della pelle e a tempo debito, mi fanno tessuto connettivo -tessuto di supporto- che unisce e protegge gli altri tipi di tessuti.

Quando esco da questa dimensione mi sento bagnata un po’ come quando ti gettano una secchiata d’acqua addosso.

Sono pronta a questo lavoro: sono formata.

Eppure persiste, per certi pazienti, la dimensione dell’inaspettato.

Talvolta sono quelli più giovani che ti portano nelle viscere del loro disagio a “bagnarmi” di più.

E’ il loro sguardo sgranato, quello di gratitudine, di vergogna e di entusiasmo a lasciarmi umida.

L’interno del nostro corpo è tutto tranne che profumato e continuo ogni giorno ad imparare che le puzze peggiori sono spesso quelle dove la terra sta fermentando.

(Anche in assenza di ossigeno c’è una via metabolica che consente di ricavare energia)

“A me piacerebbe parlare con tante te, nella mia vita di tutti i giorni. Anche se mi capita di incontrare qualcuno che in linea generale, capisce il mio disagio, non capisce mai come mi sento davvero dentro. Certe volte vorrei portare le persone dentro di me e dire -guarda! ecco qui cos’è, questo com’è.. Guarda qua!-.

Quando vengo ai nostri incontri in effetti mi sento capito perché prima di tutto non mi sento malato. Ripenso sempre a quando mi dicevi che non sono la mia stessa malattia a quanto stessi sbagliando (sì, uso questa parola anche se non ti piace Dottorè), quando continuavo a buttare davanti a tutto le mie ossessioni.

Mi sento visto dentro e non come malato ma come persona: come Emanuele.

Ne sono convinto: la miglior cosa di tutta la mia vita resterà aver chiesto aiuto ed aver permesso che mi si navigasse dentro”

Dott.ssa Giusy Di Maio, Ordine Degli Psicologi della Regione Campania, matr. 9767

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