Archivio dell'autore: Gennaro

Informazioni su Gennaro

Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale - Psicologo Clinico e dello Sviluppo

ESSERE OTTIMISTI

Secondo il dizionario Treccani l’ottimismo è “la disposizione psicologica che induce a scegliere e considerare prevalentemente i lati migliori della realtà, oppure ad attendersi uno sviluppo favorevole del corso degli eventi“.

L’ottimismo non è un’illusione psicologica, non riguarda nulla di improbabile e non deve essere confuso e circoscritto a sinonimo di “entusiasmo forzato” e quindi di un atteggiamento personale che porta alla negazione della realtà.

Le persone con un atteggiamento veramente ottimista verso la vita sono perfettamente coscienti dei problemi, ma li affrontano e provano a risolverli in maniera costruttiva.

Buona Visione!

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“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Giornata Mondiale dell’Infanzia e Adolescenza. Il Diritto dell’Infanzia e dell’Adolescenza alla Salute Mentale

“Curare in modo sistematico, intelligente e paziente le infanzie infelici potrebbe essere determinante per la prevenzione di quei disturbi che recano un contributo fondamentale alla psicopatologia più tradizionalmente psichiatrica dei disturbi di personalità, alle dipendenze gravi da sostanze, da gioco e da sesso e alla criminalità giovanile e adulta. Quello che serve è evidentemente uno scatto culturale o uno scatto di civiltà.”

Luigi Cancrini – “La cura delle infanzia infelici (2012)

Nel Mondo a causa della povertà, dei conflitti e della crisi climatica più di 400 milioni di bambini vivono in aree di conflitto. Tra i 10 ei 16 milioni non possono tornare a scuola perché costretti a lavorare o a sposarsi. A causa dei matrimoni troppo precoci 22.000 bambine e ragazze muoiono a causa di gravidanze e parti.*

A causa della carenza di condizioni sanitarie, igieniche e alimentari bambini in diverse parti del mondo rischiano di perdere la vita.*

In Italia la situazione non è assolutamente rosea. Quasi un milione e quattrocentomila bambini vivono in una condizione di povertà assoluta. Ovviamente questa condizione di precarietà inficia gravemente pure sulla condizione psicologica dei bambini e dei ragazzi.

La condizione di precarietà in cui versano i minori in Italia è anche frutto di politiche spesso disinteressate alla condizione dei minori e ai loro diritti e quindi alla loro salute mentale.

L’impatto della pandemia e delle crisi (climatica, energetica, guerra), ha solo peggiorato la situazione.

Quest’anno l’attenzione di questa giornata, grazie all’UNICEF è in particolare rivolta al benessere psicologico e la salute mentale dei minori.

“Nel mondo il suicidio è la quinta causa di morte per i giovani tra i 15 e i 19 anni, la seconda causa in Europa: parliamo di quasi 46.000 adolescenti che si tolgono la vita ogni anno – più di uno ogni 11 minuti. Quasi la metà di tutte le problematiche legate alla salute mentale inizia entro i 14 anni di età e il 75% di queste si sviluppa entro i 24 anni: la maggior parte dei casi però non viene individuata nè presa in carico. “

UNICEF ITALIA

Oggi più che mai l’attenzione alla salute psicologica deve diventare un presupposto essenziale per garantire un futuro più sereno alle nuove generazioni.

Il dolore, la sofferenza psicologica, ripetuti traumi e relazioni familiari complesse, maltrattanti, malate o violente, possono avere conseguenze devastanti per i bambini e per i ragazzi a livello psicologico ed emotivo.

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Vissuti traumatici, maltrattanti e distorti possono indurre cicatrici difficili da rimarginare. Se queste ferite non vengono curate il prima possibile possono portare a patologie psicologiche e mentali spesso gravi come disturbi di personalità e antisociali.

Purtroppo le ferite psicologiche subite negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, (anni fondamentali per lo sviluppo emotivo, dell’identità, per la formazione dell’autostima, dell’immagine corporea, per la formazione dei valori, del senso di sé e del rispetto degli altri) sono spesso le più profonde e quelle più difficili da guarire.

I traumi legati alle figure di attaccamento sono quelli più gravi, perché minano un elemento fondamentale che lega le relazioni e la sicurezza dell’individuo: la fiducia verso una figura di riferimento che istintivamente deputiamo alla protezione, all’accudimento alla rassicurazione. Questa ferita mina la sicurezza interna e la fiducia verso gli altri e verso se stessi.

La speranza è che la nostra società si liberi da questo meccanismo di difesa del “diniego” (che ne condiziona quello “scatto di civiltà” di cui parlava Cancrini), per cui nega che la questione della Salute Psicologica possa essere un problema, solo perché non accetta la possibilità che la mente si possa ammalare proprio come il corpo.

I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza passano anche dal diritto a poter avere l’accesso a servizi che garantiscono loro il Benessere Psicologico.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

*Dati e numeri diffusi da Save the Children

ODORI E RICORDI – PODCAST

Ecco un nuovo episodio del nostro PODCAST ” IN VIAGGIO CON LA PSICOLOGIA”

Oggi parleremo di ODORI E RICORDI

Lo sapete che l’olfatto sembrerebbe il canale sensoriale privilegiato per l’accesso ai ricordi autobiografici?

Mettetevi comodi e godetevi questa nuova tappa del nostro viaggio..

Buon Ascolto..

ODORI E RICORDI – INVIAGGIO CON LA PSICOLOGIA – SPREAKER PODCAST
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“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

5 CONSIGLI per gestire lo stress di fine giornata – Benessere Psicologico

Colui che vuole viaggiare felice deve viaggiare leggero

Antoine de Saint-Exupery

5 regole e consigli molto utili a gestire lo stress e i pensieri negativi che appesantiscono la fine delle nostre giornate.

Un modo per approcciarci al meglio al sonno e al meritato riposo e per prepararci al meglio alla giornata successiva.

Prendiamoci cura di noi stessi quotidianamente a partire dalla nostra Psiche.

Buona visione!

@ilpensierononlineare

5 CONSIGLI per gestire lo stress di fine giornata – Benessere Psicologico – @ilpensierononlineare

Guarda anche il video: https://www.youtube.com/watch?v=fm_As… “5 regole per iniziare al meglio la giornata – Benessere Psicologico”

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

“Carichi residuali”

“A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che «ogni straniero è nemico». Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo.”

Primo Levi

Il Ministro dell’Interno Italiano del nuovissimo governo ha utilizzato un termine poco umano “carico residuale“, per definire gli Esseri Umani presenti sulle navi delle Ong che in questi giorni attendevano di sbarcare nei porti italiani per essere messi definitivamente in salvo, in un luogo sicuro e accogliente. Ha poi fatto riferimento ad uno “sbarco selettivo” per definire la sua “strategia”.

Le parole hanno un peso specifico e definiscono spesso l’interlocutore e le sue intenzioni. In questo caso si è cercato di deumanizzare il migrante, rendere l’umano oggetto, per slegarlo dall’aspetto emotivo che lo lega a quella vicenda tragica.

“..deumanizzare serve a pensare l’altro come un essere umano incompleto, un animale, un oggetto. Questo “pensare” l’altro in questo modo, permette di giustificare quelle azioni inaccettabili, che in un contesto normale verrebbero sicuramente condannate.”

La morte dell’umano – ilpensierononlineare (clicca sul link per approfondire)

Ma cos’è che può determinare questo tipo di ragionamenti e comportamenti?

Il razzismo e con esso il pregiudizio, l’intolleranza..

La Psicologia Sociale negli ultimi decenni si è trovata dinnanzi ad un fenomeno particolare: l’evoluzione del concetto di razzismo.

Gli psicologi sociali hanno infatti individuato nuove forme di razzismo “moderne”. Il comune denominatore tra queste nuove forme di razzismo è che sono meno evidenti, indirette e più sottili, insomma, difficili da riconoscere.

Nel particolare sono state individuate 6 forme di razzismo moderno:

1 – Il razzismo simbolico ad esempio indica tutte quelle forme di razzismo esperite da persone che provano ad occultare le idee razziste agli occhi degli altri, giustificandolo con l’intercalare: “non sono razzista ma..”. In genere queste persone rivendicano e lamentano qualcosa nei confronti dello straniero o di una minoranza;

2 – Il razzismo ambivalente amplificato descrive quella forma di razzismo che vede la coesistenza, nella stessa persona, di un sentimento prima negativo e poi positivo e viceversa, in base al contesto di riferimento. Ad esempio, mostrarsi estremamente aggressivo e razzista durante una competizione sportiva contro la tifoseria avversaria di un’altra città e poi frequentare, con diletto e piacere per le proprie vacanze, proprio i luoghi da dove provenivano i tifosi avversari;

3 – Il razzismo avversivo consiste essenzialmente nel nascondere il razzismo a se stessi. In questo caso è come se il razzismo si palesasse in forma inconscia. Ossia la persona ostenterà i propri sentimenti negativi solo se possono essere attribuiti ad un altro fattore. Ad esempio, in un contesto lavorativo, per giustificare una mancata assunzione di una persona (straniera), il datore di lavoro, giustifica il suo retro pensiero razzista con il fatto che non sia abbastanza competente per il lavoro;

4 – Il razzismo regressivo si palesa quando ci sono particolari condizioni di stress, difficoltà, crisi.. sia a livello personale che sociale. In questo caso queste condizioni portano le persone ad avere atteggiamenti fortemente discriminatori. Ad esempio, il periodo storico attuale (fine pandemia, crisi economica, crisi energetica, guerra) è terreno fertile per l’aumento di un’aggressività latente e la nascita e l’amplificazione di idee discriminatorie tra la popolazione;

5 – Il razzismo sottile invece è una esagerazione di quelle che sono le differenze tra il proprio gruppo di appartenenza e la minoranza etnica discriminata. Questa forma di razzismo si perpetua anche con l’esasperata difesa dei valori tradizionali del proprio Paese a discapito delle minoranze e degli stranieri e anche con l’attribuzione delle emozioni positive solo al proprio gruppo di appartenenza;

6 – Il razzismo mascherato infine è riscontrato in quelle persone che, nei sondaggi, ad esempio, negano l’esistenza del razzismo nel proprio Paese.

Purtroppo pare che le basi sociali e psicologiche del razzismo siano profondamente radicate nel modo di pensare della maggior parte dei popoli. Anche perché il razzismo è un fenomeno molto più antico del razzismo moderno di cui vi ho parlato.

I meccanismi di categorizzazione sociale, gli stereotipi, i pregiudizi sono funzionamenti “antichi”, appresi culturalmente che sono serviti nelle diverse fasi della storia dell’uomo, per sopravvivere ad un mondo ritenuto ostile e potenzialmente pericoloso.

La “solidarietà endogruppo” e “l’odio esogruppo” sono comportamenti tipici degli “animali sociali”, esistono infatti anche fenomeni simili in natura. Sono quindi comportamenti “primitivi” e legati a quell’istinto di conservazione che ci portiamo dalla nostra preistoria e caratterizza gruppi “conservatori”, poco abituati alla diversità e generalmente non troppo aperti allo scambio.

Infatti i popoli e i luoghi crocevia di scambi commerciali e culturali intensi e millenari sono in genere quelli più tolleranti alla diversità.

Non è facile “combattere” il razzismo e quei processi mentali ad esso connessi, ma secondo la ricerca scientifica applicata al sociale, una via d’uscita c’è.

Attraverso l’educazione alla conoscenza delle diversità e alla riflessione consapevole è possibile incoraggiare le persone a ri-pensare e ri-categorizzare il proprio gruppo d’appartenenza come parte di un sistema più ampio. Ripensarsi non più come cittadini del proprio Paese, ma cittadini del Mondo. Esseri umani unici nelle loro diversità e simili nelle loro differenze.

La conoscenza è quindi l’unico antidoto ai razzismi.

Terroni Uniti – Gente do Sud – (Canzone contro il razzismo)

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Delirio e idee deliranti

“C’è un granello di verità che si nasconde in ogni delirio“

S. Freud

Possiamo definire il Delirio come un’idea errata, ma alla quale una persona aderisce in maniera piuttosto convincente. Il contenuto delle idee delirante è spesso palesemente assurdo per gli altri.

Le idee deliranti spesso sono un tentativo estremo di dare una spiegazione razionale a situazioni e fenomeni percepiti come incomprensibili

Buona visione!

Delirio e idee deliranti – ilpensierononlineare – Youtube Channel


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“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

L’Angoscia secondo Freud – PODCAST

“L’«angoscia» si può definire come una specie di stato di attesa o di preparazione al pericolo, anche se ignoto.”

S. Freud

Questa tappa del nostro viaggio sarà probabilmente faticosa, ma allo stesso tempo fondamentale.
Proveremo a comprendere la natura psichica dell’angoscia (con uno sguardo al punto di vista psicoanalitico). Inoltre vedremo qual è la differenza con la paura e l’ansia.

Buon Ascolto!

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L’Angoscia (secondo Freud) – In Viaggio con la Psicologia – Podcast Spotify

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

5 regole per iniziare al meglio la giornata – Benessere Psicologico e Psicologia Positiva

Secondo la Psicologia Positiva approcciarsi al mondo e alle nostre difficoltà con spirito positivo e ottimista, può aiutarci a superare le difficoltà e a diminuire il peso dei pensieri negativi e dello stress che ne consegue.

Prendersi cura di se stessi quotidianamente a partire dalla nostra Psiche è un buon modo per cominciare a stare meglio, quando le difficoltà ci sorprendono e ci assalgono.

Ecco 5 semplici regole per iniziare la giornata e per predisporsi positivamente al quotidiano. Un modo per affrontare lo stress e le difficoltà quotidiane.

5 regole per iniziare al meglio la giornata – Benessere Psicologico

Consultare uno Psicologo apre a nuove possibilità e prospettive spesso inaspettate.

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“Finisce bene quel ce comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi