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Omicidio o benessere sociale e psicologico?

Ripropongo un post di giugno avendo da poco letto la “nuova” proposta di legge del governo italiano.
Dopo FI e Lega, anche FDI presenta una legge sull’embrione attaccando la legge 194 ma -soprattutto- le DONNE.
Sicuri di dover guardare molto lontano quando anche  i nostri diritti  sono sminuzzati e trattati come rifiuti?

LA DONNA NON E’ UN CORPO AD USO E ABUSO.

ilpensierononlineare

Photo by Pixabay on Pexels.com

I recenti eventi di cronaca -quelli che guardando all’apparenza lontano dal bel paese- mi portano in qualità di esperta di salute e benessere psicologico a compiere una riflessione/approfondimento.

La fredda sigla IGV, indica il percorso di Interruzione Volontaria di Gravidanza; attualmente una donna può, in Italia, tecnicamente chiedere di accedere a questo servizio entro i primi 90 giorni (12 settimane)della gestazione per motivi che siano di salute, economici, sociali o familiari.

Dal 1978 questo intervento è regolamentato dalla legge 194/78. All’interno della legge troviamo esplicati i diversi punti, quali ad esempio

  • la possibilità di esaminare le possibili soluzioni ai problemi proposti
  • offrire un possibile aiuto che porti alla rimozione delle cause che stanno portando alla scelta di interrompere la gravidanza
  • certificazione
  • invito a soprassedere per una settimana, in assenza di urgenza, sia entro che oltre i 90 giorni. In sostanza viene offerta alla donna una…

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Vento di Nostalgia.

Il vento porterà…

ilpensierononlineare

Non si può amare perché legati a un ricordo che sa di nostalgia.

L’amore resta l’atto più folle e rivoluzionario che possiamo attuare. L’amore reca infatti la possibilità – logicamente folle- di poter generare (e non solo un bambino, ma di far generare anche nuove e sconosciute parti di sé).

L’emozione che reca con sé il sentimento amoroso, non può – per sua natura- essere compresa.

Quando apri alla comprensione della logica del vissuto amoroso, automaticamente rompi il legame (dei due amanti), nel peggiore dei modi: spezzandolo.

Spezzare, spaccare, lesionare, crea più dolore dell’abbandonarsi ad un sentimento che va al di là di ogni logica…

…Il vento ci porterà.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

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Fantasia conscia, inconscia e fantasma.

Buona Lettura.

ilpensierononlineare

Casa.

Il concetto di fantasia esemplificato dal “sogno a occhi aperti”, che va dalle fantasticherie a occhi aperti delle isteriche allo spazio di fantasia che ogni soggetto ha, può essere collocato a fianco della sublimazione come uno dei destini della pulsione.

Si tratta (sia nell’isteria che nella normale condizione), di uno spazio “escluso dalla realtà” dove il desiderio può liberamente esprimersi, sia che riguardi il soddisfacimento di fantasie sessuali, che aggressive che relative ad un’amplificazione del Sé. Possono quindi accompagnarsi tanto alla masturbazione che al tentativo di modificare la realtà.

Si tratta pertanto di uno spazio psichico intermedio tra mondo interno pulsionale e ambiente.

E’ uno spazio importante in qualsiasi fase de ciclo di vita del soggetto (che sia bambino o adulto) come possibilità di un funzionamento prossimo al principio di piacere, al narcisismo e all’ideale dell’Io pertanto a un funzionamento non necessariamente scandito dal processo secondario (anche se i…

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Parlare ed ascoltare.. per una buona comunicazione

La comunicazione è uno strumento essenziale e importantissimo, ma spesso utilizziamo questo “strumento” non nella maniera giusta.

Per una comunicazione efficace bisogna sempre considerare il nostro interlocutore, le nostre parole e il modo in cui le diciamo..

Una buona comunicazione si comincia a costruire in famiglia, a partire dall’infanzia.

Buona visione! @ilpensierononlineare

Parlare ed ascoltare.. per una buona comunicazione – Youtube channel – ilpensierononlineare

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Nel mare dei pensieri di D.

Buona Lettura.

ilpensierononlineare

Photo by Elianne Dipp on Pexels.com

Un giorno un uomo poco più che quarantenne si èpresentato in studio.

L’aspetto era quello di un uomo “vissuto”; mostrava più anni della sua età anagrafica, era sovrappeso e si muoveva ondeggiando, quasi mimando il movimento delle barche attraccate al porto.

Il suo essere goffo era rimarcato dalla difficoltà nel tenere lo sguardo dell’interlocutore. D. sudava in continuazione; il viso rosso faceva da letto a delle leggere discromie del volto che rendevano il tutto particolarmente raggrinzito e “âgée”.

D., era nervoso e preoccupato “il tempo è poco”..

Tutto rendeva la sensazione del moto ondoso; sembrava si stesse quasi per essere investiti da una qualche onda sbucata senza preavviso.

D., dice di lavorare sulle navi e di essere momentaneamente a terra “tre mesi, poi ancora in mare, non so bene dove ma credo verso l’Africa.. non ci dicono molto.. scopriamo tutto quando siamo su”.

Le…

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Il possesso.

Il “possesso sano” non esiste.
Buona lettura.

ilpensierononlineare

C’è una parolina fatta di 8 lettere; 8 letterine che evocano un concetto che spesso mi perplime: possesso.

Senza scomodare troppo i tecnicismi – possesso – indica un potere di fatto su una cosa (che si manifesta in un’attività corrispondente a quella esercitata dai titolari di diritti reali sulla cosa stessa); tale attività non è sempre corrispondente all’esercizio di proprietà.

Si può avere possesso direttamente oppure tramite altra persona, che detiene la cosa stessa.

Da dove nasce la questione…

“Io posseggo questo; Ti posseggo; possiedo ciò”, sono tutte frasi o termini che sento con sempre più frequenza. L’idea di possedere, di prendere quasi senza chiedere il permesso, l’altro o una cosa, il sottolineare con aggressività l’atto di possedere pur senza avere i diritti della cosa stessa ma “come se” quei diritti fossero nostri, mi inquieta.

Possiedo, specie in ambito relazionale, divide e lacera.

Questo è mio, questo è tuo:…

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RilassataMente. SperiMentalmente.

Vorrei essere le radici di un albero, per crepare la terra e giungere fino all’essenza del nutrimento stesso, aprendo ad un circolo continuo di desiderio e vita.

Mi piace il vento perché accarezza le foglie e le sostiene…Le coccola e non le teme, ma le lascia volteggiare liberamente.

Le foglie si fidano e si lasciano giocare.

Mi piace il sole perché quando incontra la natura crea una sfumatura di colore che sa di lui e lei fusi insieme: sa di corpi caldi.

(C’è sempre qualcosa in te, che sa di me).

La propriocezione indica la capacità di percepire e riconoscere la posizione del corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei muscoli, senza l’ausilio della vista; è fondamentale “offrire” al proprio corpo un cambio di prospettiva, “muovendolo” in diversi contesti di vita.

Cambiare contesto -ambiente- fa sì che il corpo, percependosi in una diversa posizione/postura, arrivi a sperimentare nuovi assetti, nuove possibilità, nuove ricchezze che non sapeva di avere.

Un corpo che si sperimenta è anche una mente che si sperimenta, così come una mente che si sperimenta è anche un corpo che si sperimenta.

Mettiamoci in gioco come solo la natura sa fare: giocando.. sfidando o accarezzando… il vento…

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio