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Psicologia e Alimentazione. L’Effetto rimbalzo – PODCAST

Chi non ha mai iniziato, nella sua vita, a fare una dieta per perdere peso?

In questa tappa del nostro viaggio assaporeremo il gusto delle tentazioni attraverso una breve analisi delle ricadute psicologiche e comportamentali che potrebbero avere le diete troppo restrittive e rigide.

Parleremo dell’Effetto Rimbalzo.

Buon Ascolto!

Psicologia e Cibo. L’Effetto Rimbalzo – In Viaggio con la Psicologia – Podcast Spreaker

Puoi ascoltare l’episodio del Podcast anche su nostro canale @ilpensierononlineare (su YouTube).

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“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Arrabbiati di fame: lo studio in pillole.

Photo by Ray Piedra on Pexels.com

Un recente studio sembra confermare la nota idea secondo cui la fame ci renda più irritabili e meno propensi e inclini a godere delle sensazioni piacevoli.

Se ci fate caso, il temine con cui in inglese si indica la fame hungry, è molto simile al termine angry che indica la rabbia. Gli anglosassoni hanno, inoltre, coniato un termine colloquiale per indicare ambedue le sensazioni : hangry.

Uno studio pubblicato su PLoS One, mostra come la sensazione della fame, porti i soggetti a sentirsi più arrabbiati e irritati. Questo studio è stato condotto per la prima volta, fuori dal laboratorio; i ricercatori hanno monitorato l’effetto della fame sulle sensazioni delle persone.

Il team, guidato da Stefan Stieger, della Karl Landsteiner University of Healt Sciences in Austria, ha mostrato che la sensazione di fame è direttamente collegata all’aumento dello stato di irritabilità nel 37% dei casi, a un aumento della rabbia nel 34% dei casi e alla diminuzione delle sensazioni di piacere nel 38% dei casi.

Tali effetti sembrano essere indipendenti da fattori come il sesso, età, indice di massa corporea o tratti di personalità particolari.

Era già noto, in letteratura, che il cibo avesse particolari legami con le emozioni, ma il legame con le sensazioni piacevoli o spiacevoli non era ancora stato ancora confermato.

Gli autori dello studio riferiscono

“Nonostante la ricerca non proponga modi per mitigare le emozioni negative indotte dalla fame, i risultati suggeriscono che essere in grado di riconoscere l’origine può aiutare a regolare la loro intensità”.

Si tratta, tuttavia, di una ricerca unica nel suo genere perché fornisce un quadro completo di come le persone sperimentano gli esiti emotivi della fame nella vita di tutti i giorni.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio

Emozioni e Cibo – PODCAST

Continua il nostro affascinante viaggio nel mondo della psiche umana
In questa tappa del nostro viaggio ripercorreremo ancora una volta le numerose e tortuose strade delle emozioni.
Quelle emozioni legate al cibo e alle nostre abitudini alimentari.
Strade in apparenza conosciute, ma spesso piene di luoghi inesplorati.
Buon Ascolto..

Emozioni e cibo – PODCAST – In Viaggio con la Psicologia – Spreaker
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“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Pillole di Psicologia: Gustose Tentazioni..

 “Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni”.

Oscar Wilde

Uno dei principali problemi che possono avere le persone “costrette” ad un regime alimentare restrittivo (una dieta), è che se si cade in tentazione, dopo giorni e settimane di rigide privazioni, si è più inclini all’abbuffata. Diversi studi hanno infatti dimostrato che le persone che sono convinte di aver in qualche modo infranto le regole rigide della propria dieta (cedendo ad una tentazione), saranno più inclini a perdere l’autocontrollo e quindi abbandonarsi ad una scorpacciata (“tanto ormai ho già ceduto con quel dolce; oggi è andata così, tanto vale godermi il resto delle pietanze”).

Alcuni regimi alimentari prevedono la completa abolizione di alcuni alimenti e cibi che consideriamo tra i nostri preferiti. Nel momento in cui vi rinunciamo la nostra mente svilupperà un desiderio profondo nei confronti di quegli alimenti, fino a sognarli di notte. La preoccupazione per il cibo è l’inevitabile conseguenza di ogni dieta.

Questo fenomeno è detto “effetto rimbalzo” e si può verificare ogni volta che, sopprimendo un pensiero, ne incrementiamo automaticamente la ricomparsa, anche se indesiderata.

Quindi ciò fa pensare che tutti i tipi di proibizioni rigide, non hanno un effetto realmente positivo sul corretto mantenimento di un regime alimentare sano, ma paradossalmente fanno da effetto boomerang. Non appena l’alimento viene proibito il desiderio nei suoi confronti aumenta moltissimo. Chi usa la strategia delle restrizioni per perdere peso finisce per consumare quantità maggiori di cibi proibiti.

Quindi pare necessario un equilibrio, concentrarsi su ciò che piace del proprio corpo, mettendosi obiettivi realistici e non pretendere cambiamenti troppo repentini. Introdurre cambiamenti costanti, semplici e graduali, senza rinunciare e abolire intere categorie di alimenti preferiti è il modo migliore per favorire una perdita di peso duratura (è escluso da questo discorso ovviamente chi ha patologie o intolleranze alimentari, tali da dover per forza eliminare alcuni alimenti).

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi