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Per – sistere.

Immagine Personale.

Termine composto dalla particella PER che aggiunge e conferisce l’idea di durata e SISTERE ovvero fermarsi, formato a sua volta dal raddoppiamento della radice stessa di stare: stare fermo o stare saldo.

Indica il rimanere fermo sulle proprie opinioni o risoluzioni.

Si tratta di qualcosa che resta e lo fa, in maniera più forte, intensa e viva.

Spesso ho ascoltato frasi come “conta solo quel che rimane, quello che persiste, quello che esiste”; sembriamo essere diventati tutti San Tommaso pronti a volere la prova dell’esistenza di qualcosa solo toccandola, sentendola, rendendola presenza.

Presenza vuol dire esistenza.

Persistere vuol dire esistere.

Non lo so. Nelle mie vicende personali non credo sia bastato persistere per esistere; mi è anzi capitato che proprio colui che “si è fermato, esistendo”, non necessariamente fosse statico lì ad esserci in presenza.

Perché allora per esistere qualcosa deve persistere restando ferma?

Il timore che qualcosa si muova, muti e prenda corpo senza la nostra impronta e senza la nostra esistenza spaventa.

Qualcosa che da sola prende vita con la possibilità di scomparire, spaventa.

Se l’Altro esiste ma non persiste, per me, io sono solo.

Tuttavia anche l’Altro ha bisogno di esistere indipendentemente dalla nostra stessa esistenza e talvolta è necessario comprendere che anche quando qualcosa non rimane -fisicamente con noi- può esistere indipendentemente da noi e non per questo, esserci lontana.

“Finisce bene quel che comincia male”.
Dott.ssa Giusy Di Maio.

Esser/CI.

Immagine Personale.

“Non sono migliore di te”.. disse… “Neanche io, di te”.. rispose..

Si resero conto che da soli erano una potente individualità; avevano sogni e aspettative; lividi sulla pelle.. una pelle che pulsava come ferita aperta da cui sgorgava sangue vivo, caldo. Erano sopravvissuti incerti alle curve della vita; avevano attraversato notti lunghe, fredde e insonni. Avevano vomitato fiumi di parole schiumate da rabbia e rancore per qualcosa che -forse- non sarebbe mai stato.

Si erano donati.. rinchiudendosi nella passione calda di un abbraccio senza fine.. stretti tra le labbra serrate, rubate, tra le mura di palazzi fatiscenti.

Si erano desiderati.. incazzati..

Si erano sfiorati come fossero stati due ladri, di nascosto..

Si erano cercati..

Si erano amati.

Insieme non erano migliori o peggiori.

Sapevano, tuttavia, che per qualsiasi cosa avrebbero agito come un team: in maniera interdipendente.

“Faccio la mia parte… Io… E tu fa la Tua..” Ognuna delle nostre singole azioni – insieme- viene potenziata.. che sia migliore o peggiore, poco importa.

Compresero così il vero potere: passare dall’esser”, “all’esser/CI”.

25 Novembre 2020, Giornata Internazionale per l’eliminazione delle violenza contro le donne.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio