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Gelosia: normale o patologica? 

Nelle richieste di consultazione che ricevo sono aumentate esponenzialmente (complice il periodo -prima- pandemico e -ora- post pandemico), che ha esposto le coppie alla condivisione di molto tempo, richieste inerenti atteggiamenti gelosi da parte del partener.

Nell’approfondimento di oggi, indagheremo questo sentire così complesso che è la gelosia.

Quando la gelosia può essere considerata normale e quando patologica?

La gelosia ha o meno una entità nosologica sua? Quando la gelosia è ossessiva e quando può essere considerata come un disturbo delirante?

Buona visione.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio

Psicologia e bambini. La Gelosia tra fratelli e sorelle.. – PODCAST

In questa tappa del nostro viaggio faremo un interessante immersione sotto la superficie dell’apparenza e del pregiudizio.

Andremo a fondo della questione “Gelosia” e scandagliando bene il fondale avremmo probabilmente la possibilità di rinvenire elementi importanti che ci aiuteranno a comprenderne il significato di questo sentimento nei bambini e magari riconsiderarlo in positivo quando possibile..


Buon Ascolto..

Psicologia e bambini. La Gelosia tra fratelli e sorelle.. – In viaggio con la Psicologia – Spreaker Podcast
Psicologia e bambini. La Gelosia tra fratelli e sorelle.. – In viaggio con la Psicologia – Spotify Podcast

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Gelosia e primo possesso. #Shorts #ilpensierononlineare #saluteMentale

All’interno del Codice Deontologico degli Psicologi italiani, è specificato che lo psy debba procedere con l’attività di promozione del benessere psicologico (ART.3 Lo psicologo considera suo dovere accrescere le conoscenze sul comportamento umano ed utilizzarle per promuovere il benessere psicologico dell’individuo, del gruppo e della comunità …)

Nell’epoca in cui (in maniera condivisibile o meno), i linguaggi cambiano e si modificano repentinamente , allora anche uno shorts di 50 secondi, diviene mezzo per attirare l’attenzione e/o condividere i grandi temi della psicologia provando a non snaturarli, banalizzarli e renderli volgari.

Riflettevo sul fatto che molte persone, quando mi raccontano le loro vicende amorose, giungano al punto di dire “è mio… sei mio… mi appartiene.. ci apparteniamo… è il mio possesso…”

Possedere…

Una parola che mi inquieta e non poco..

La gelosia e il possesso hanno molto in comune e -soprattutto- hanno molto in relazione con il bambino piccolo bisognoso di cure.

L’oggetto transizionale si riferisce alla comparsa, durante un particolare momento dello sviluppo infantile, di oggetti che assumono un significato speciale per il bambino; è stato Winnicott a  renderci tale concetto. Senza scendere troppo nel dettaglio, si tratta di tutti quegli oggetti -fenomeni transizionali- (hai presente Linus e la sua coperta?) che si riferiscono ad  una area  di esperienza del bambino  che  si colloca nel luogo che collega e separa la realtà  interna da quella esterna e che  diventerà poi una funzione permanente della psiche.

Winnicott parlerà di tale oggetto e del suo “permanere” nel campo artistico, ma il punto che vorrei sollevare è un altro.

Quando qualcuno dice “sei il mio possesso”, nella convinzione che esista un possesso sano, ti rende in tal modo suo oggetto e come quell’originario oggetto transizionale di cui da bambino ha avuto bisogno, ti usa e abusa per il suo piacere.

Il first possession è un oggetto che viene affettuosamente e amorevolmente amato ma contemporaneamente aggredito, mutilato, distrutto (nel tentativo di vedere che resiste e sopravvive a tale distruttività, fino a quando se ne ha bisogno). Questo oggetto deve sopravvivere all’odio; deve sembrare che dia calore, che si muova che abbia consistenza e sia vivo; Il suo destino è che gli venga gradualmente consentito di essere disinvestito in modo tale che, nel corso degli anni, non tanto venga dimenticato quanto, piuttosto, relegato in un limbo: non sembrano queste, qualità di certe relazioni disfunzionali che sono ormai all’ordine del giorno?

Il possesso non è mai amore e la gelosia morbosa che si veste di finta passione non è amore.

“Finisce bene quel che comincia male”.

#PromozioneDelBenesserePsicologico

Dott.ssa Giusy Di Maio

Gelosie tra fratelli e sorelle.

La gelosia tra fratelli da bambini non è da considerarsi patologica, ma rappresenta un aspetto importante dello sviluppo. In chiave evolutiva questo sentimento è normale.

Spesso alcuni genitori mi chiedono perché il loro bambino litighi col fratellino e abbia un atteggiamento a volte aggressivo nei suoi confronti, ma con gli amici non si comporti allo stesso modo, anzi sembra essere un altro bambino (socievole, amichevole, per niente aggressivo). La risposta a questo quesito è molto semplice, gli amici non sono dei rivali con cui “competersi” l’affetto e le attenzioni dei genitori, mentre i fratelli e le sorelle lo sono.

I litigi, legati alla gelosia, possono avere dei risvolti positivi perché servono al bambino o alla bambina, ad imparare a difendersi, ad affermare la propria individualità, i propri diritti, ad imparare a risolvere e ad affrontare i conflitti. Insomma i fratelli, nelle loro interazioni di gioco, ma anche nei litigi imparano a reagire, a comprendere l’importanza dello scherzo.

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Diversamente quando la gelosia incalza troppo e la rivalità diventa esasperata e troppo frequente e “distruttiva”, bisogna fare attenzione. Perché il rischio è di arrivare ad escalation inutilmente violente. Può capitare questo quando un primogenito molto geloso, approfittando della sua posizione di superiorità (di età e fisica) può approfittare in maniera ripetitiva della “debolezza” del più piccolo e infierire sul suo senso di sicurezza e sulla sua autostima; di contro il più piccolo può avere reazioni vendicative in cui inventa storie e bugie per mettere nei guai il più grande. Bisogna in questi casi intervenire quanto prima per contenere questo comportamento, perché si può correre il rischio che diventi uno stile comportamentale acquisito, in futuro.

Il primo momento in cui si provano i primi sentimenti di gelosia, per un bambino si possono rintracciare proprio quando si concretizza fattivamente l’arrivo del fratellino o sorellina. Il bambino può inizialmente sentirsi entusiasta della novità e della possibilità di poter avere magari qualcuno con cui giocare, ma di contro comincia anche un po’ a preoccuparsi, perché in effetti non sa molto bene a cosa andrà in contro, cosa significa l’arrivo di un neonato è pur sempre un grande cambiamento. Poi mam mano quando scoprirà che le cose cominciano a cambiare in casa per lui e nel rapporto con i suoi genitori ed in particolare con la mamma, ecco che nasce la gelosia.

Si può prevenire in qualche modo il rischio di una escalation di gelosia distruttiva?

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La risposta è si. Prima di tutto bisogna partire da presupposto che è un sentimento che non si può eliminare e che (come detto in precedenza) può addirittura essere positivo. Bisogna solo fare attenzione ad alcune cose:

  • Evitare di creare una “bolla” attorno al più piccolo, l’iper-protezione non fa bene. Anche il più piccolo ha bisogno di capire che deve rispettare gli altri e che deve condividere come tutti gli altri le attenzioni dei genitori.
  • Si alle differenze evitando le preferenze. Riconoscere le differenze individuali e valorizzarle al meglio. I bambini, riescono a comprendere che ci sono momenti in cui l’altro fratello ha bisogno di più attenzione. Bisogna solo spiegarlo bene.
  • Valorizzare la cooperazione e l’altruismo. Sottolineare l’importanza della condivisione e della coesione familiare. La famiglia come una squadra.
  • Dedicare un po’ di tempo singolarmente ad ogni figlio. Un momento esclusivo per ogn’uno. Questo può ridurre molto la gelosia. In questo la cooperazione di entrambi i genitori è essenziale: mentre la mamma dedica del tempo al più piccolo, il papà potrà dedicare lo stesso tempo giocando con il primogenito, ad esempio.
  • Coinvolgere attivamente sin da subito il primogenito. Annunciandogli la venuta del fratellino/sorellina e preparandolo al cambiamento, ascoltandolo, rispondendo alle sue domande e rassicurandolo e infine rendendolo partecipe della sua importanza.
  • Fare in modo che tutti i fratelli e sorelle abbiano le loro possibilità di fare amicizia separatamente. Evitare di accollare al fratello o sorella più grande il fratello più piccolo quando, più grandi, devono uscire con gli amici. Se invece diventa una scelta loro, ben venga.

Infine, la cosa davvero più importante per evitare la gelosia distruttiva tra fratelli è sicuramente quella di aiutare i bambini ad essere consapevoli dei propri sentimenti, evitando di negarli o silenziarli.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi