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Il doomscrolling – l’ossessiva ricerca delle brutte notizie

“Dottore mi hanno detto che ho un problema. A me sembra una cosa strana, non credo sia un problema. “

“Mi ha incuriosito.. quale sarebbe questo problema?”

“Mah.. adesso le spiego cosa è successo e come sono arrivato da lei.. è da diverse settimane che soffrivo di dolori all’avambraccio e alla mano destra. Mi facevano male anche le dita. Avevo anche forti dolori alla cervicale e mal di testa. Ho consultato il mio medico curante che mi ha consigliato di fare alcuni accertamenti e di farmi visitare da un fisiatra e eventualmente consultare anche un fisioterapista.”

“Cosa ha riscontrato in queste visite?”

“Ho fatto tutti gli accertamenti del caso, ho fatto la visita dal fisiatra e ho riscontrato forti infiammazioni ai tendini e ai muscoli. Ho quindi cominciato a fare dei trattamenti dal fisioterapista. Io non ci ho capito molto, ma entrambi mi hanno fatto notare una cosa.. forse la causa del problema muscolare..”

“Cosa le hanno fatto notare?”

“Mi hanno fatto diverse domande, sul mio lavoro, sui miei impegni quotidiani, sui miei comportamenti e le abitudini, hanno osservato la mia postura. E alla fine hanno notato che probabilmente alcuni miei comportamenti non sono molto “sani”. Insomma dottò passo troppo tempo al computer e al telefono, ma non me ne rendo conto. E non è per lavoro, fortunatamente ho un lavoro che mi fa camminare molto durante la giornata. Il problema è a casa, rientro, e comincio la mia lunghissima e appassionata lettura delle notizie, specialmente quelle brutte, lo ammetto, sul computer e sul cellulare. Loro mi hanno fatto notare che passo troppe ore a scorrere le notizie. E pensano che non sia una cosa che mi possa far star bene psicologicamente. Quindi mi hanno consigliato di provare a risolvere questa cosa e di capirci qualcosa anche di quest’ansia e questo stress che mi attanagliano tutti i giorni oramai da mesi. Ed eccomi qui da lei. Non sapevo che poteva essere un problema, ma pensandoci bene non sono sereno da almeno due anni.. la pandemia, la separazione, il covid, la solitudine.. si dottò, mi sento solo.”

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La lettura infinita, continuata e quasi “ossessiva” di notizie brutte legate agli avvenimenti che viviamo tutti i giorni attraverso i media, i social media, la televisione e i giornali ha un nome, si chiama doomscrolling.

Questa sorta di “dipendenza” dalla lettura delle notizie e dallo scorrere infinito delle bacheche social, era già conosciuta in realtà, ma la situazione globale ha decisamente amplificato il problema e lo ha reso più comune. La guerra, la pandemia, la crisi climatica, le notizie legate alle stragi nelle scuole, le violenze, l’aumento dei prezzi, la crisi energetica, hanno fatto quasi da collante virtuale per le dita e per gli occhi delle persone.

Il doomscrolling, come rivelato da uno studio pubblicato sulla rivista “Health Comunication”, nuoce gravemente alla salute mentale delle persone, inducendo stati d’ansia, tensione, paura, incertezza, preoccupazione, insonnia, angoscia, anedonia.

Questo studio ha infatti evidenziato che il 16,5% delle 1100 persone che hanno partecipato all’intervista, hanno sofferto di livelli crescenti di ansia, stress e patologie di varia natura. Una tendenza che aumenta con l’aumentare dell'”abuso” di cattive notizie.

L’autore dello studio Bryan McLaughlin, professore e ricercatore presso la Texas Tech University, ha affermato che lo scorrere ininterrotto di cattive notizie causa nelle persone un “costante stato di allerta” e aumenta la percezione del mondo e dell’ambiente circostante come un luogo pericoloso e oscuro.

Le persone che praticano il doomscrolling hanno anche l’esigenza di controllare molto spesso il feed, per allentare il loro stato di tensione e stress. Ma l’effetto spesso è il contrario e il loro stato di tensione aumenterà sempre di più, arrivando, nei casi più gravi, ad interferire con la propria vita.

Dei partecipanti allo studio il 27,5% è stato colpito in maniera decisiva, ma non allarmante dalle cattive notizie; il 16,5% ha invece subito in modo molto significativo gli effetti del doomscrolling. Il restante dei partecipanti ha invece affermato di aver riscontrato problemi di natura moderata o lieve.

Tra quelli che hanno subito in modo significativo i problemi del doomscrolling il 74% ha riferito di avere problemi legati alla salute mentale e il 61% ha avuto anche problemi fisici.

“Il problema sembra essere più diffuso di quanto ci aspettassimo. Molte persone provano livelli altissimi di ansia e di stress a causa della loro dieta mediatica” dice McLaughlin

Purtroppo il problema, come evidenziato dalla ricerca, si è esteso, anche grazie agli ultimi eventi globali e a seguito della pandemia, in maniera massiccia a tutta la popolazione. I livelli più gravi possono veramente portare, sul lungo termine, a gravi conseguenze per il benessere psicologico e fisico delle persone.

In tal senso è molto importante intervenire più tempestivamente possibile con interventi di supporto psicologico e se necessario di psicoterapia, al fine di creare consapevolezza e comprensione del problema e quindi offrire la possibilità di una via d’uscita che spesso da soli non si riesce a scovare.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Psicologia e pensieri. Totò e la guerra.

” Il denaro fa la guerra, la guerra fa il dopoguerra, il dopoguerra fa la borsa nera, la borsa nera rifà il denaro, il denaro rifà la guerra. In guerra sono tutti in pericolo, tranne quelli che hanno voluto la guerra.”

Antonio De Curtis – Totò

Il 15 aprile del 1967 moriva Antonio de Curtis in arte Totò.

Sono oramai passati quasi sessant’anni, ma le sue parole e i suoi film risultano più che mai attuali.

L’insensatezza della guerra, delle azioni disumane e prive di sensata moralità che vengono magistralmente mascherate da azioni eroiche e moralmente accettate, sono all’ordine del giorno oggi come allora.

Così il racconto degli avvenimenti, delle parti coinvolte, diventa contrastante fino all’assurdo, tanto da dimenticarsi della realtà, dell’umanità coinvolta e delle conseguenze.

Nel breve video estratto dal film di Totò “I due colonnelli” (che potete guardare sotto), è riportata una delle scene più famose e più significative.

Ad un certo punto Totò (colonnello delle forze armate italiane) dice al colonnello tedesco (che a quanto pare ha pieni poteri) : ” Io non sparo contro un paese inerme, lo faccia prima evacuare e poi farò cantare tutti i mortai che lei vuol sentire”, ” Io sono un soldato non sono un assassino”.

Il colonnello tedesco risponde dicendo: ” Che conta la vita di due- trecento persone dinnanzi alla vittoria del Gran Reich, sono come mosche!!!”.

Totò risponde: “Io non ammazzo nemmeno le mosche e sa cosa le dico? Che io l’ordine di sparare non lo darò ne ora ne mai!”

Il colonnello tedesco irritato dice: “Attento colonnello, Io ho carta bianca..!!”

Totò in una escalation catartica risponde, seguito dalla reazione di giubilo misto a sorpresa dei propri commilitoni: “E ci si pulisca il culo, va bene!!!?”

Totò – I due colonnelli

Magari ci fossero anche oggi tanti colonnelli coraggiosi come quello che interpretava Totò.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Considerazioni attuali sulla guerra..

“La guerra a cui non volevamo credere è invece scoppiata, e ci ha portato.. la delusione. Non soltanto è più sanguinosa e rovinosa di ogni guerra del passato, a causa dei tremendi perfezionamenti portati alle armi di offesa e di difesa, ma è anche tanto crudele, accanita, spietata […]. Essa infrange tute le barriere riconosciute in tempo di pace e costituenti quello che si diceva il diritto delle genti, non riconosce le prerogative del ferito e del medico, non distingue fra popolazione combattente e popolazione pacifica, viola il diritto di proprietà. Abbatte quanto trova sulla strada con una rabbia cieca e come se dopo di essa non dovesse più esservi avvenire e pace fra gli uomini. Spezza tutti i legami di comunità che ancora sussistono fra i popoli in lotta e minaccia di lasciar dietro di sé un tale rancore da rendere impossibile per molti anni una loro ricostituzione.

Questa guerra ha inoltre rivelato, in modo del tutto insospettato, che i popoli civili si conoscono e si capiscono tanto poco da guardarsi l’un l’altro con odio e con orrore. Una delle maggiori nazioni civili è diventata tanto odiosa agli altri popoli che si tenta di escluderla come “barbara” dalla comunità civile, e ciò benché essa abbia da gran tempo dimostrato, con altissimi contributi, le sue prerogative di civiltà.

Sigmund Freud – Considerazioni attuali sulla guerra e la morte (1915)

Queste considerazioni sulla guerra (di cui ho riportato un breve estratto), sono state scritte da Freud nel 1915, dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Credo siano tutt’ora attuali, anche a distanza di oramai oltre un secolo.

A queste considerazioni Freud affiancava una riflessione sulla delusione, che definiva come la distruzione di un’illusione.

Freud sottolineava il fatto che furono due le delusioni che avevano caratterizzato quell’epoca: la scarsa moralità esperita esternamente da quegli Stati che invece internamente si fanno portatori e custodi delle norme morali; e la brutalità dei comportamenti dei singoli individui che, si pensava fossero membri di una civiltà umana progredita e moralmente avanzata.

Come è possibile, a distanza di più di cento anni, che nulla sia cambiato?

Enzo Avitabile – Tutt’egual song’ e criature – Featuring: Eliades Ochoa

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Un ragazzo, la guerra.

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Condivido con voi una riflessione che viene dall’esperienza clinica diretta.

In questi giorni sono state diverse le affermazioni dette (o taciute); silenzi rumorosi o parole prive di suono si sono rincorse come lava incandescente che ribolle su se stessa: bruciandosi.

Nel seguente racconto userò la parola “ragazzo” al fine di proteggere l’identità del paziente; ragazzo non indica né un range di età in particolare, né un sesso specifico.

Grazie a tutti voi.

Il ragazzo aveva terminato da molti mesi il suo percorso di supporto psicologico. All’epoca dei nostri incontri, i colloqui erano sempre densi e pieni di idee; c’era qualcosa nel ragazzo che mi aveva particolarmente colpita.

Una situazione familiare disfunzionale e un macrocontesto a lui non affine, non avevano impedito lui di provare ad esprimere se stesso in tutti i modi. Era giunto in consultazione con una precisa richiesta rientrata, in nulla. La domanda da lui posta non era, come sempre accade, il motivo reale dei nostri incontri; così i mesi passavano e la capacità esplorativa del ragazzo cresceva sempre più.

Quando ci siamo salutati, nella nostra stretta di mano, c’è stato il tacito accordo di non dimenticarsi a vicenda e l’eventualità di poter riprendere, un domani, un percorso insieme.

Nei giorni in cui è scoppiato il confitto, mi si è fatto fisso il pensiero del ragazzo. Come starà.. cosa starà pensando.. Come starà affrontando questo evento..

Poi la chiamata qualche giorno dopo “Ho bisogno di vederla”.

Eventi catastrofici, indipendentemente da chi, perché, o come siano stati mossi, hanno effetto su chiunque – nel tempo presente- riesce ad avere una connessione con l’evento stesso.

La guerra c’è -ora- e in questo preciso momento storico fa paura, che lo vogliate accettare o meno: la realtà questo dice.

Il disturbo post traumatico da stress DPTS è un disturbo che comporta una reazione intensa, sgradevole, esagerata e anormale dopo un evento intenso e traumatico. Il disturbo può manifestarsi sia in persone che sono state in prima persona vittime di un evento traumatico (guerra, stupro, violenza, eventi naturali catastrofici) sia in persone che sono venute a conoscenza di un’esperienza traumatica accaduta a una persona cara.

La maggior parte delle persone riesce a superare lo shock iniziale senza necessità di supporto aggiuntivo; se però la sofferenza della vittima si prolunga per oltre un mese dall’esposizione al trauma e interferisce significativamente con la vita lavorativa, sociale o scolastica dell’individuo, va posta la diagnosi di DPTS.

I criteri per avere tale diagnosi, secondo il DSM5 sono distinti in:

Criterio A – Esposizione a un evento traumatico: Esposizione a evento traumatico come a morte o minaccia di morte, grave lesione oppure violenza sessuale (…)

Criterio B – Sintomi di risperimentazione: la vittima si ritrova a rivivere ripetutamente il momento del trauma. Ad esempio, ciò può avvenire sotto forma di flashback, incubi (…)

Criterio C – Sintomi di evitamento: Nel tentativo di evitare la risperimentazione del trauma, la vittima può cominciare a evitare situazioni esterne (attività, conversazioni, persone, ecc.) che ricordano, simboleggiano o sono in qualche modo associate all’evento traumatico. (…)

Criterio D – Sintomi di alterazione negativa dei pensieri e delle emozioni: L’evento traumatico viene vissuto da molte vittime come uno spartiacque tra il “prima” e il “dopo”, tra la “salute” e la “malattia”. (…)

Criterio E – Sintomi di iperattivazione (arousal): nel DPTS la modalità difensiva è costantemente attivata, così la persona risulta in uno stato fisiologico di iper-arousal che non si esaurisce naturalmente. La persona sviluppa una sorta di ipersensibilità ai potenziali segnali di pericolo, che la porta a essere costantemente in allerta (…)

Il DPTS può essere di diversi tipi, ne cito solo un esempio:
DPTS complesso:
questa forma si manifesta tipicamente in seguito a traumi precoci, di natura interpersonale (ad esempio, abuso fisico, sessuale o psicologico ad opera di una figura di accudimento) e di tipo cronico (come maltrattamenti ripetuti, violenze cumulative o grave trascuratezza).

Ricordo che traumatico è tutto ciò che intrude prepotentemente in un apparato psichico immaturo, che non è pronto, che non ha gli strumenti per comprendere e gestire quell’intrusione così violenta e aggressiva. Il trauma è uno squarcio, un buco, una ferita (come da etimologia) dell’apparato psichico.

L’apparato psichico si ammala analogamente al cuore, al fegato, allo stomaco.

L’apparato psichico soffre, empatizza, crea e distrugge scenari ipotetici, reali, immaginari…

La guerra fa schifo ed anche fosse su di un altro pianeta sarebbe ugualmente un mio problema.

E un tuo problema.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

#StopWar: UmanoDisumano.

Riesco a trovare motivazioni nelle cose; riesco a scomporre la realtà nelle sue parti costituenti al fine di ravvisarne elementi di congiunzione e mai di distruzione.

Non a caso amo i ponti.

Questa volta ho poco da scomporre, analizzare e dire.

La guerra è la cosa più stupida che possa esistere, la più inutile e la più semplice da abolire soltanto: volendo.

#RussiaUkraineConflict #StopWar.

Einstein lo diceva… “Non ho idea di quali armi serviranno per combattere la terza Guerra Mondiale, ma la quarta sarà combattuta coi bastoni e con le pietre.”

Umano/Disumano.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

NO WAR!

“Là dove vien meno il biasimo della comunità cessa anche la repressione degli appetiti malvagi, e gli uomini si abbandonano ad atti di crudeltà di perfidia, di tradimento e di brutalità, che sembrerebbero incompatibili col livello di civiltà che hanno raggiunto.”

Sigmund Freud
Photo by Polina Tankilevitch on Pexels.com

“Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.”

Albert Einstein

Credo che l’uomo abbia la facoltà e l’intelligenza di scegliere e progredire verso scelte di pace e compromesso per la convivenza civile e il rispetto reciproco.

Credo anche che ci sono alcuni uomini che non sono in grado di farlo e regrediscono verso stadi evolutivi precedenti, appartenenti alla propria preistoria.

dott. Gennaro Rinaldi

Il Denaro, La Guerra.

Il denaro fa la guerra, la guerra fa il dopoguerra, il dopoguerra fa la borsa nera, la borsa nera rifà il denaro, il denaro rifà la guerra”.

Totò, I due orfanelli, 1947.

Dott.ssa Giusy Di Maio.