Archivi tag: inverno

Suono come: Waltz n2.

Con la punta della lingua ormai bruciata dal calore del vino caldo raccoglieva ogni piccolo cristallo di zucchero; adorava passarli delicatamente sulle sue papille e succhiarli – poi- lentamente .. Percepiva tutta la dolcezza e le sfumature della cannella che sapientemente abbracciava quel succoso manicotto di Boemia.

Crac.. lo zucchero si rompeva dolcemente tra l’armonica dentatura color avorio, stesso colore delle statue della piazza in cui si stava recando.

La dolcezza dello zucchero le ricordava i momenti belli, quelli al limite dello stucchevole conditi dalla cannella che sapeva di cose belle, di fantasia e di speranza.

Un piccolo fiocco bianco le cadde sul naso ormai arrossato e dolente … “BbRrrrr, Nevica!”.

“La neve non mi piace, rende tutto uguale e azzera la fantasia; è come ovatta ingombrante che riempie gli spazi e li occlude.. è come se sedasse i pensieri”.

D’un tratto una musica si diffuse nell’aria dolce, pungente e briosa. Vicino la pista di pattinaggio una coppia prende a ballare un Walzer ..

“Forse – pensò- anche quando tutto è ovattato e sedato”…

Vieni daaaiii.. neanche il tempo di terminare il pensiero che “un due tre.. un due tre..” un anziano signore le prese la mano e con calore e passione la portò al centro della piazza facendola girare, girare e girare ancora.

Un.. due .. tre..

Un.. due.. tre..

L’inverno sarebbe presto finito.. e forse.. anche le stagioni più brutte conservano per noi un dono, un piccolo bagliore di luce e felicità che sa rendere più caldo e accogliente anche il giorno più freddo dell’anno.

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Suono come..

Il treno procedeva lento percorrendo binari che tagliavano rami disseminati qua e là..

..A ogni zac.. tac.. zic… lei annoiata faceva cerchietti con le dita ridisegnando sempre la stessa sagoma sul vetro appannato..

Sempre lo stesso percorso. Sempre gli stessi rami. Sempre la stessa sagoma.

D’un tratto un punto giallo: mimose in fiore resero quel bagliore di luce che illuminava la giornata persa tra il triste sopore di una mattina di fine febbraio.

“Devo riprendere il mio bolero giallo!”.. Pensò!

Neanche il tempo di chiudere l’ultimo cerchietto appena iniziato con le dita, che arriva il fischio di fine corsa..

Fine corsa: nuova giornata che inizia..

Scortata dal coro delle mimose in fiore gialle e profumate, sapendo che l’inverno sarebbe prima o poi terminato, si diresse a lavoro.. pensando al suo bolero in pizzo e alle avventure che con lui aveva vissuto…

Alle avventure che avrebbe -sicuramente- vissuto, ancora e ancora…

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.