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“How to Save a Life”

Me lo chiedo spesso.

Quando qualcuno muore in mare con i polmoni rigonfi di acqua salata: “torna a casa tua!” -Gli dicono-

Quando qualcuno muore per ipossia tra la folla, calpestato e fracassato: “la prossima volta restavi a casa tua, invece di uscire!” -gli dicono-

Quando una bomba sminuzza in mille pezzi un corpo: “questa è casa mia!” -gli dicono-

Quando in un centro commerciale, una lama improvvisa recide e lacera l’epidermide: “casa tua è più bella della mia” -gli dicono”

Me lo chiedo spesso.

Quando una lumachina perde la strada ma reca con sé, ovunque nel mondo, la propria casa e allora basta rimetterla su una data via: saprà da sola, cosa fare.

Troveremo mai una casa che sia tale, per tutti?..

Né migliore, né peggiore.

Una casa, unica e sola dove:

Nuotare

Respirare

Ballare

Uscire

Senza rischiare: la vita.

“Finisce bene quel che comincia male”

Dott.ssa Giusy Di Maio

Nella testa troppo a lungo..

“Sono rimasto nella mia testa troppo a lungo e ho finito per perdere la mente”.

Edgar Allan Poe
Photo by Oluwatoyin Adedokun on Pexels.com

Un giorno a lavoro in una nuova struttura mi informarono che c’era un uomo di circa 30 anni che da diverso tempo si isolava.

Era in Italia da ormai diverso tempo, forse tre o quattro anni. Era stato sempre paziente, socievole, un gran lavoratore. Rispettoso delle regole e delle persone con cui condivideva la sua stanza e gli spazi del luogo che lo ospitava.

Ad un tratto, stanco e frustrato dall’attesa della farraginosa burocrazia dei documenti, si chiuse in se stesso. Era costretto all’inerzia, in una condizione paradossale in cui era letteralmente un prigioniero senza cella.

Viveva ormai da qualche tempo isolato, in mezzo agli altri. Passava ore a guardare l’orizzonte, mangiava poco e non parlava con nessuno.

Quel mondo lo aveva tradito.. e lui aveva deciso di rinchiudersi nella sua testa.

Il suo corpo mostrava delle cicatrici, la sua storia e la sua mente erano costellate da numerose ferite ancora aperte, che provocavano dolore.

Lui sopportava quel dolore in silenzio e si rifugiava nella sua mente.. che inesorabilmente si stava ammalando..

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Pace è solo una parola?

In questi giorni molti si scambiano “il segno” della pace; altri si danno a grandi riflessioni in merito; poi.. ci sono persone del genere:

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2022/04/14/qui-londra-profughi-ucraini-si-migranti-no_3753edb5-b2b8-46a5-8db3-ee6ef16200df.html

“Siamo tutti fratelli sotto la pelle, e io vorrei spellare l’umanità per dimostrarlo.”

Ayn Rand

Dott.ssa Giusy Di Maio