Archivi tag: Narcisismo e ciclo di vita

Il “giovane” Narcisista

I pazienti narcisisti giovani hanno relazioni brevi e insoddisfacenti. Infatti, dopo l’entusiasmo iniziale l’idealizzazione del partner lascia spazio alla svalutazione o alla noia ed essi finiscono col mettersi alla ricerca di nuovi partner in grado di soddisfare i loro bisogni di ammirazione, affermazione, amore incondizionato e perfetta armonia. Generalmente questi pazienti si sposano dopo i trenta o i quaranta anni. Tuttavia in tali matrimoni si presentano difficoltà coniugali; un marito narcisista può arrivare ad avere una rabbia cronica verso la moglie, perché sente di essere umiliato ed è incapace di perdonare, e non c’è niente che il partner possa fare per rimediare alla situazione.

Photo by Shane Kell on Pexels.com

Altro problema per i pazienti narcisisti è l’invecchiamento. In molti casi questi pazienti sono fisicamente attraenti o dotati di notevole fascino personale e hanno avuto un certo successo durante la giovinezza. Ma, come dice anche Kernberg, il confronto finale del Sé grandioso con la qualità fragile, limitata e transitoria della vita umana è inevitabile. I pazienti narcisisti non invecchiano bene. Per sentirsi ancora giovani e vigorosi possono cercare freneticamente relazioni extraconiugali con partner molto più giovani di loro, decidere di partecipare a gare di maratona o, addirittura, avere un’improvvisa conversione religiosa.

Le persone che soffrono di questo disturbo sono anche incapaci di provare soddisfazione indirettamente, attraverso i successi di persone più giovani, spesso i propri figli; anzi provano addirittura invidia nei loro confronti. Si trovano così spesso da soli, senza nessuna relazione che li sostenga e con la lacerante sensazione di non essere amati.

Solo grazie alla terapia si possono attenuare le sofferenze della seconda metà della vita e i pazienti narcisisti possono raggiungere un certo grado di empatia e almeno in parte cominciare a sostituire l’invidia con l’ammirazione, considerare gli altri come individui separati con i loro bisogni e possono esser capaci di evitare che la loro vita si concluda con un’amara solitudine.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi