Il narcisismo è sicuramente una caratteristica della leadership molto importante e probabilmente necessaria a poter governare e prendere delle decisioni. Ci sono però delle derive fastidiose e potenzialmente pericolose nel narcisismo di un leader;
“L’arroganza è il prevedibile esito di un narcisismo incontrollato”
(Manfred F.R. Kets de Vries,1995).
Buon ascolto..
Narcisismo, potere e umorismo – Podcast – In viaggio con la Psicologia
“L’arroganza è il prevedibile esito di un narcisismo incontrollato” . Il potere, il narcisismo, l’arroganza e l’umorismo come sono correlati? Buona lettura!
Il narcisismo è sicuramente una caratteristica della leadership molto importante e probabilmente necessaria a poter governare e prendere delle decisioni. Ci sono però delle derive fastidiose e potenzialmente pericolose nel narcisismo di un leader; “L’arroganza è il prevedibile esito di un narcisismo incontrollato” (Manfred F.R. Kets de Vries,1 995).
La metamorfosi di Narciso – Salvador Dalì
In una situazione in cui l’arroganza, prende il sopravvento ed “esonda” in maniera incontrollata, possiamo vedere definirsi quello che Freud definiva come un leader “che non ama altri che se stesso… autoritario, assolutamente narcisista, sicuro di sé e indipendente” (1921). In genere persone deputate a governare e leader politici inclini a questo tipo di caratteristiche sono portati a rifugiarsi in un mondo esclusivamente proprio, si creano una realtà personale, restando ancorati alle proprie idee. Sembrano testardi e poco propensi ad ascoltare i consigli degli altri e quindi, a prendere…
Vi è mai capitato di avere a che fare con un datore di lavoro, un capo ufficio, un superiore, un responsabile antipatico, poco incline al dialogo, arrogante, diffidente, ai limiti del cattivo? In effetti è una esperienza molto comune. Credo che quasi tutti nella vita abbiamo avuto la possibilità di avere a che fare con un “capo cattivo”( oppure un insegnante, maestro, professore).
Il fatto è che spesso chi si trova in una posizione di “potere” tende a mostrare una minore sensibilità nei confronti degli altri.
Chi riveste un ruolo di responsabilità, di potere e di forza (anche se momentaneo) è più portato a disumanizzare gli altri; come se spogliasse della loro dignità e dei loro diritti le persone che deve gestire. Secondo due ricercatori dei Paesi bassi (Joris Lammers e Diederik Stapel) questo atteggiamento nei confronti degli altri aiuterebbe il “capo” a gestire meglio il proprio potere e a non soccombere alle emozioni quando si vedono costretti a prendere decisioni complesse che riguardano le persone.
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Anche solo sollecitare il senso di potere aumenta la risposta di deumanizzazione.
“Considerare l’altro un oggetto rinvia invece all’universo della mercificazione, all’uso strumentale del corpo, all’azzeramento dell’anima.”
C. Volpato – Deumanizzazione
La deumanizzazione, in tal senso, può essere un meccanismo che può favorire comportamenti inumani che possono facilmente sfociare, ad esempio, in abusi di potere. Ma, la cosa assurda e paradossale, è che la deumanizzazione può in alcune occasioni o situazioni complesse, aiutare a prendere decisioni che possono comportare sofferenze altrui (decisioni che non prenderebbe nessuno che abbia un minimo di empatia).
Fortunatamente, anche se poche, esistono delle eccezioni, cioè “capi” empatici e molto inclini al dialogo e all’ascolto dei dipendenti.
Il narcisismo è sicuramente una caratteristica della leadership molto importante e probabilmente necessaria a poter governare e prendere delle decisioni. Ci sono però delle derive fastidiose e potenzialmente pericolose nel narcisismo di un leader; “L’arroganza è il prevedibile esito di un narcisismo incontrollato” (Manfred F.R. Kets de Vries,1 995).
La metamorfosi di Narciso – Salvador Dalì
In una situazione in cui l’arroganza, prende il sopravvento ed “esonda” in maniera incontrollata, possiamo vedere definirsi quello che Freud definiva come un leader “che non ama altri che se stesso… autoritario, assolutamente narcisista, sicuro di sé e indipendente” (1921). In genere persone deputate a governare e leader politici inclini a questo tipo di caratteristiche sono portati a rifugiarsi in un mondo esclusivamente proprio, si creano una realtà personale, restando ancorati alle proprie idee. Sembrano testardi e poco propensi ad ascoltare i consigli degli altri e quindi, a prendere decisioni importanti sostenuti da un confronto con altri. Spesso risultano ciechi alle possibili conseguenze negative del loro atteggiamento.
Esistono però, da sempre figure molto importanti, che accompagnano i periodi di leadership dei governanti e che fungono da “controllori ed equilibratori” del potere. Come fossero garanti e abili diagnosti delle innumerevoli patologie della leadership.
Il ruolo del “giullare” (oggi si potrebbe definire così il comico) o del “matto” nel passato e tutt’oggi è rivestito di grande importanza, perché funge da equilibratore, una persona in grado di poter indurre una trasformazione dicendo scherzosamente la verità. I destini del giullare e del leader sono interdipendenti.
Il giullare è una sorta di “guardiano della realtà”, ricorda al leader il carattere transitorio del suo potere e quindi mette sempre in allerta il leader, impedendogli talvolta di prendere decisioni insensate.
Il ruolo del giullare è di fondamentale importanza, talmente essenziale da essere considerato alla stregua di un “educatore”, in quanto per mezzo di esempi negativi afferma valori veri e valide azioni. Pare essere innocuo e magari folle,ma può dire ciò che altri non possono dire. Il giullare è una figura complessa e unica con un ruolo a volte anche drammatico; spesso va molto oltre l’aspetto della comicità e risulta essere una valvola di sicurezza per la gente. Le persone hanno bisogno dei “giullari” e il potere e i leader anche. Questa interazione garantisce un equilibrio psicologico.
È dimostrato però che i due ruoli non possano convivere ed essere interpretati dalla stessa persona. Il rischio per il leader è quello di minare la sua credibilità e dignità. Mettendo in discussione e in pericolo anche le sue azioni e decisioni che generalmente riguardano moltissime persone.
Il ruolo del giullare – matto (saggio) è quello di equilibrare e quindi di proteggere lo stesso leader dal rischio di diventare arrogante. Infatti in una situazione in cui può venir fuori una “patologia della leadership”, il matto/saggio ha il compito non semplice di dimostrare al leader la follia di decisioni prese in seguito ad una visione distorta o affrettata della realtà. Questo può aiutare il leader a mantenersi ancorato alla realtà e magari ritornare sulle sue decisioni.
Con l’umorismo è possibile portare alla luce i segni dell’arroganza di un leader. Può rappresentare una valvola di sicurezza capace di controllare e denunciare aspetti potenzialmente distruttivi di una leadership malata. Per questo motivo i due ruoli, di leader e di giullare/saggio non possono essere incarnati dalla stessa persona, è pericoloso.
L’umorismo, come sosteneva Gregory Bateson (1953) è una forma di meta comunicazione, molto potente. Attraverso l’uso dell’umorismo può infatti essere comunicato più di quanto pare potersi intendere si da subito. Aiuta le persone a comprendere in maniera chiara le cose e può essere considerato un strumento molto potente per il cambiamento.
“Permette di gestire i conflitti con mano più leggera , prevedendo l’improvvisa esplosione delle tensioni. Può costituire un arma formidabile contro le persone che, in altre circostanze, rifiuterebbero di riconoscere e accettare la verità. Ridimensiona i problemi, contribuisce a farci ritrovare il senso delle proporzioni impedendoci di prendere noi stessi troppo sul serio..” (Manfred F.R. Kets de Vries, 1995)