Archivi tag: schizofrenia

“Come stai? Come sto?: Di merda!”

“Allora Dottoressa è questo il motivo che mi spinge a non rispondere a quella maledetta domanda.

Come stai?

Appena dico “sto di merda”, partono tutti con i paroloni (fintissimi) che mirano a sostituirsi a come io mi sento; a quello che sento, a quello che sto provando.

“Come stai?” E come devo stare.. di merda, mi pare ovvio!

Sono arrabbiato, deluso e confuso e questo non importa minimamente a nessuno. Sono stato abusato, deriso, masticato e rigettato. Sono stato sfruttato, abbandonato. Sono più le cose che sono stato, a causa degli altri, che quello che non sono stato, a causa mia.

Sto di merda, posso averne il diritto senza sentire continuamente nelle orecchie le paroline di tutti questi presunti guru, che stanno in giro? Ma lo sa, Dottoressa, che ora sono tutti esperti di “mind.. qualcosa?”

Andiamo.. che mi vuole dire mo quest’altro

(prende il telefono)

Eccolo qua.

Ma saranno cazzi miei se sto o no dalla Dottoressa, se prendo il treno per tornare o il pullman. Ora spacco tutto, cazzo!

(pugno sul tavolo che prende anche la mia mano)

Sto di merda, cazzo!

Sto di merda, ecco come sto.. Appena il mio sentire esce fuori eccoli lì che cambiano espressione, si bloccano e non sanno più cosa fare. Li vedi, li senti, li percepisci in difficoltà cosmica perché si aspettavano o un finto “tutt appost!” o un “bene”, magari anche un “male”, ma alla merda non sono mai pronti.

Smettila… smettila!!!

(comincia a colpirsi il petto sempre più forte)

Come stai.. come stai.. La smettete di chiedere come sto!! uscite, uscite fuori dal telefono, dalla mia testa, fuori! fuori!!!

(comincia a mordersi le mani)

Allora ..

Come stai, come sto

Di merda!

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio

Megalomania – Pillole di Psicologia

Per Megalomania intendiamo la tendenza della personalità di sopravvalutare se stessa e “le proprie capacità in assenza di un opportuno vaglio critico”. (Psicologia – Umberto Galimberti)

La Megalomania può quindi essere una caratteristica della personalità di una persona, ma può spesso presentarsi in forma di Delirio in presenza di una diagnosi di schizofrenia a sfondo paranoico o nelle forme maniacali, dove la persona vive una sensazione di strapotere e ipervalutazione ingiustificata delle proprie capacità mentali e delle proprie risorse personali.

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Per Sigmund Freud la Megalomania nasce a spese della libido oggettuale che viene sottratta al mondo esterno, investendo l’Io in una forma esasperata di narcisismo.

Molto interessante, in tal senso, anche l’effetto di una nota distorsione cognitiva, che potrebbe confondersi o legarsi alla megalomania, l’Effetto Dunning – Kruger, che può portare le persone ad una sopravvalutazione delle proprie capacità perché nasce da un pregiudizio cognitivo legato alla presunta “superiorità illusoria” personale e quindi dall’incapacità di riconoscere la propria impreparazione e mancanza di capacità.

Per approfondire ne parlo qui: L’Effetto di Dunning – Kruger – Illudersi di essere esperti.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

Psicopatologia – Le Allucinazioni Uditive PODCAST

In questa tappa del nostro viaggio varcheremo la soglia delle percezioni reali per vedere cosa si cela dietro le false percezioni uditive: le allucinazioni uditive. Fenomeno molto comune tra personaggi molto noti della nostra storia.
Buon Ascolto..

Psicopatologia – Le allucinazioni uditive – podcast – In viaggio con la Psicologia
Psicopatologia – Le allucinazioni uditive – podcast – In viaggio con la Psicologia

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

La Sindrome di Capgras

In questa sindrome una persona è convinta che un impostore abbia preso il posto di qualcuno a lui familiare. La Sindrome di Capgras fu descritta per la prima volta nel 1923 da uno psichiatra francese, Joseph Capgras che la definì comeillusion des sosies” (l’illusione dei sosia ), anche se non è propriamente un illusione, perchè la percezione sensoriale dei pazienti affetti è intatta.

Enoch e Trethowan la definiscono come una sindrome “rara e colorita nella quale il soggetto ritiene che una persona solitamente a lui familiare, sia stata rimpiazzata da una copia esatta.”

Questo “errore” di identificazione risulta essere di natura delirante e in genere coinvolge una persona con la quale il soggetto ha forti legami emotivi e nei confronti della quale diventano molto riconoscibili elementi di ambivalenza, al momento dell’esordio dei primi sintomi.

La cosa interessante è che questa sindrome sia stata riconosciuta ed è presente in tutte le culture. ciò che cambia è il contenuto caratterizzante il delirio.

“..un paziente era convinto che sua madre fosse stata rimpiazzata da una copia proveniente da un mondo parallelo e ciò spiegava gli orribili accadimenti delle ultime settimane.”

Introduzione alla Psicopatologia Descrittiva – Andrew Sims

La maggior parte dei pazienti che soffrono di questa sindrome presentano sintomi legati alla schizofrenia e non presentano allucinazioni, ma denotano invece che, il falso riconoscimento per quella determinata persona, sia legato ad un cambiamento dei sentimenti del paziente per la “vittima” dei suoi deliri. La relazione affettiva nei confronti della “vittima” di natura ambivalente era presente già prima dello sviluppo della Sindrome di Capgras.

“Una paziente chiede del proprio marito: ” Chi è quel signore che ogni sera conduce i miei familiari a farmi visita? è un impostore: sta a casa ad aprire tutte le lettere di mio marito. In ogni modo, almeno paga i conti di casa… In effetti, è vero che assomiglia a mio marito assai da vicino, non fosse che è un po’ più grasso di lui…”

Andrew Sims

Quindi non vi è una falsa percezione, ma una percezione delirante, tant’è che la paziente ammette che la replica assomiglia esattamente all’originale.

Questa sindrome in genere può essere diagnosticata nei pazienti schizofrenici, nei pazienti con disturbi dell’umore, nei pazienti con diagnosi di demenza o con danni cerebrali. Inoltre è stato riscontrato una maggiore prevalenza del disturbo nelle donne che negli uomini.

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi

La tua follia, la mia verità.

“Dottoressa Buonasera ma fate sempre più tardi del tardi!”

Buonasera N., cosa vuoi che ti dica.. e tu? Perché sei nel quartiere a quest’ora?

“Dottorè e guardate qua.. Cu sta campagna elettorale stanno tutti sti volantini e bigliettini, mi dispiace che domani mattina chella guagliona e Miriam deve pulire tutto da sola; è vero che è la spazzina però voi lo sapete che io ci tengo e con il comitato di quartiere teniamo tutto pulito… Non a caso il nostro quartiere è un gioiellino! Che po’ io rido.. Ci stanno tutti sti ragazzini mo… che ci cazzeano su internet (nuovo terreno di battaglia, a quanto pare) che ci dicono che noi all’ambiente non ci teniamo e che gli stiamo togliendo il futuro… Io mi chiedo… Perché invece di scrivere su sti social (che poi consumano energia e inquinano), non vengono a pulire direttamente le città? Dottorè scusatemi ma stu mal tiemp mi fa triste. Quando piove e il cielo si fa scuro mi si fa ‘o core scuro perché poi stare chiusi dentro, al buio, mi fa pensare, ma pensare in un modo negativo. Mi piace la luce perchè così i pensieri li posso vedere per quello che sono e non nascosti… ombra tra le ombre.

Lo so N., Spesso il vero atto di coraggio è guardare il sole e la luce, non il buio. Il buio nasconde creando l’illusione e l’alone dietro la cosa che così… può mostrarsi pure per ciò che non è. La luce ti mette spesso davanti all’evidenza dei fatti.. E l’evidenza dei fatti spesso siamo noi stessi: esseri mancanti.

“Dottorè misà che io ho capito qual è il vostro problema. Voi non tenete degli occhi, tenete degli specchi; non è facile guardare negli occhi chiari perché mostrano tutto e riflettono ‘o bbuono e ‘o malamente. Voi dite senza dire, questo è. Comunque Dottorè col Dottore mi trovo proprio bene; mi piace come mi ascolta e mi ha fatto pesare pure meno il cambio dei farmaci… Avevate ragione che sto in una botte di ferro”.

(Mi piacerebbe poter dire che l’occhio lucido sia colpa dell’improvvisa folata di vento che si fa duna sulla mia pelle rosa, ma non è così.  La verità è che nel mio malinconico sorriso la mente ha preso atto di una cosa: N. La tua follia è spesso la mia verità.)

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

“Dottoressa.. Dottorè..”

“Dottoressa! Dottoressa!… Buonasera ormai non vi vedo quasi più..”

Buonasera N., come stai?

“Eh Dottorè.. Non posso affermare di stare bene ma non posso negare di stare male.. Po’ penso Dottorè.. Penso sempre..”

A cosa pensi?

“Mah Dottorè.. lo sapete che mi è entrato nella testa, mo.. un pensiero.. Dico io.. Stiamo facendo le cavie.. diciamo pure che tengono ragione ma.. se tra qualche tempo si scopre che questa medicina ci salva.. Le persone che hanno rifiutato la medicina poi la vorranno anche loro? Cioè poi gli andrà bene che io ho fatto la cavia per loro?.. Non ci fate caso Dottorè.. è che io, lo sapete, prima di questo ero un filosofo.. Ah Dottorè.. vi porto la borsa.. ce lo prendiamo un caffè?”

Ti ringrazio N., la borsa posso portarla io e per il caffè.. sono le 21,30 magari facciamo domani mattina.

“Va bene Dottorè.. però fate sempre tardi!”

L’aria è pungente stasera e nonostante io sia una fan accanita della capsaicina e delle spezie, il sapore non è quello.

Non si sente aroma speziato, piccante o salato.. c’è più aria di scuro..

Uno scuro che sta ritornando in maniera nemmeno più così celata; uno scuro che fa spavento.

Le camicie nere non hanno mai fatto per me..

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Je so’ pazz.

“Dottoressa Buongiorno! Tutto bene? Non vi ho visto per qualche giorno, mi stavo preoccupando!”

“Buongiorno N., grazie per il pensiero.. sono un po’ impegnata in questi giorni”

“Dottorè vi serve qualcosa? Lo sapete che io sto sempre disponibile.. manco a dirlo, eh!”

“Non ti preoccupare, N., se ho bisogno di te lo sai che ti chiamo senza problemi. Ma dimmi.. come stai, tu?”

“Eh, Dottorè.. Io mo vi dico una cosa però lo sapete.. io con la testa non ci sto troppo bene.. (Così dicono i Dottori).. Però stavo pensando una cosa.. L’essere umano è stato chiamato a una prova di umanità che è stata fallita completamente. Io ho fatto la mia parte ma so che mentre qualcuno ha deciso per l’altro prima che per se stesso, lo stesso altro ha deciso per se stesso: si è capito qualcosa di quello che ho detto? Ma avete letto le proposte che fanno certi? Mo Dottorè me ne vado a prendermi la terapia, mi devono cambiare i farmaci però prima vado a fare la spesa per la signora del terzo piano. Pure oggi tornate tardi?”

Grazie di cuore, N.

(Sì, anche oggi tornerò tardi.)

“Finisce bene quel che comincia male”.

Dott.ssa Giusy Di Maio.

Pillole di Psicologia: Allucinazioni uditive.

“Anche in altri visionari si è osservato questo meccanismo di formazione delle allucinazioni: Giovanna d’Arco vide innanzi tutto una nube luminosa dalla quale, poco dopo, uscirono San Michele, Santa Caterina e Santa Margherita. Swedenborg vide, per un’ora di seguito, solo sfere luminose e fuochi risplendenti.”

Carl Gustav Jung

Le allucinazioni sono false percezioni, che vengono interpretate e vissute come reali da chi ne fa esperienza, e nascono in assenza di stimoli sensoriali corrispondenti. Oltre alle allucinazioni uditive esistono anche allucinazioni visive, tattili e olfattive e sono caratteristiche di numerose patologie come la schizofrenia, l’abuso di sostanze, gli stati confusionali, gli episodi psicotici acuti. Anche la mancanza di sonno, la deprivazione sensoriale , la disidratazione possono indurre allucinazioni.

Tante figure di rilievo storico hanno in momenti della loro vita avuto esperienze di allucinazioni uditive. Ad esempio, erano voci quelle che ordinarono a Giovanna d’Arco di combattere per salvare la Francia. Erano voci interiori quelle che guidavano Socrate. “Grida di uomini, e particolarmente di donne e di fanciulli” tubarono Torquato Tasso. Robert Schuman aveva anch’egli allucinazioni uditive (ne parlammo in questo post “Tra follia e creazione artistica..”). Il premio Nobel per l’economia John Nash sentiva voci che lo criticavano aspra.

Secondo Jung, che aveva di persona sperimentato il fenomeno, prestare attenzione alle voci interiori è un modo per avvicinarsi ed ascoltare il senso più profondo del sé e quindi dare l’opportunità di mantenere il giusto equilibrio delle proprie funzioni psichiche.

Si stima che circa il 60% delle persone che soffrono di psicosi abbia anche allucinazioni uditive, ma non è detto che chi abbia avuto allucinazioni uditive soffra per forza di schizofrenia o abbia avuto un episodio psicotico. Può accadere anche a persone che non soffrono di disturbi psichici.

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Nel 1992 il neurologo Detlef Kompf ha scoperto che nei soggetti anziani con difficoltà uditive , la mancanza di stimoli acustici può portare ad allucinazioni musicali.

Le persone che conducono esistenze solitarie possono avere più probabilità di avere allucinazioni uditive, purtroppo le stesse allucinazioni favoriranno il loro ritiro dalla vita sociale e comunitaria. Infatti marinai solitari, che solcano i mari per tempi molto lunghi o eremiti, che vivono in condizioni di privazioni di stimoli per lunghissimi periodi, a volte riferiscono di allucinazioni visive.

“Essi mi hanno detto: “Queste cose sono allucinazioni”. Mi sono informato su che cosa fosse un’allucinazione, ed ho scoperto che sta ad indicare un’esperienza soggettiva o psichica che non corrisponde ad alcuna realtà oggettiva o fisica. Allora mi sono seduto e mi sono meravigliato dei miracoli della ragione umana.”

Sri Aurobindo

“Finisce bene quel che comincia male”

dott. Gennaro Rinaldi